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Ritorna il pericolo della legge ammazza-parchi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Febbraio 2009 07:03

La Regione rispolvera la legge ammazza-parchi 

Via libera al cemento sulle aree non trasformate in verde pubblico. Il parco Sud a rischio cemento

 

da Repubblica 29 gennaio 2009 

NUOVO ALLARME sul destino dei parchi e delle aree verdi delle città lombarde. Dopo lo stop del consiglio regionale che ha rispedito circa un anno fa in commissione Ambiente la proposta di legge sui parchi sostenuta dal centrodestra, sembra che un nuovo pericolo si stia per abbattere su aree finora protette. Quello dell'arrivo di una nuova colata di cemento.

 

 

Ieri il relatore del progetto di legge sulla riforma delle aree protette, il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Giammario, ha illustrato il nuovo testo. Spicca all'articolo 8, tra l'altro, che se è vero che «la giunta regionale nella fase istruttoria del coordinamento del parco o delle sue varianti garantirà il confronto tra l'ente gestore e il Comune, in caso di conflitto tra un parco e un ente locale, l'ultima parola spetterà al Pirellone». Senza contare che in futuro spetterà sempre alla giunta anche la nomina dei nuovi presidenti dei parchi. Il provvedimento sarà discusso in aula nelle prossime settimane, ma i Verdi e le associazioni ambientaliste stanno già affilando le armi. Oggi il 20 per cento del territorio regionale è incluso in aree protette, il doppio della media nazionale. Si tratta di 550mila ettari di suolo lombardo, suddivisi in 22 parchi regionali, 63 riserve naturali, 29 monumenti naturali, 81 parchi locali di interesse sovracomunale. Aree che, almeno sulla carta, finora sono state sottratte alla speculazione edilizia. E che attualmente sono destinate alla conservazione della natura, all'agricoltura e al turismo.

ca sarebbe la capitolazione totale rispetto agli interessi legati al cemento», denuncia il presidente di Legambiente Damiano Di Simine. Mentre il verde Carlo Monguzzi e Pippo Civati del Pd invitano «a una nuova grande mobilitazione come fu quella contro l'emendamento ammazza-parchi».

Non saranno risparmiate nemmeno le cosiddette aree standard delle città. Ovvero le aree che in base al vecchio Piano regolatore dovevano essere destinate al verde o alla costruzione di servizi sociali come asili o uffici comunali. Scaduto il termine di cinque anni senza che quelle funzioni siano realizzate, i Comuni potranno farne ciò che vogliono. A patto di utilizzarle per nuova edilizia popolare. Housing sociale, come l'ha definito ieri l'assessore comunale al Territorio Carlo Masseroli che ha annunciato il via libera del Comune a giorni. Un suo collega al Pirellone, il leghista Davide Boni, non è contrario, ma pone dei paletti: «I Comuni avranno a disposizione un altro anno per completare i Piani di governo del territorio. Per quelli che hanno un bisogno abitativo elevato come Milano si potranno utilizzare anche aree attualmente destinate a verde e parcheggi. Ma solo nella fase transitoria. In quella di applicazione dovranno assicurare un supporto effettivo di spazi adeguati al verde e ai giochi per l'infanzia». «La Lombardia ú ricorda l'assessore regionale alla Casa Mario Scotti deve rispettare i limiti nazionali di 18 metri quadri per abitante». Ma i tecnici del Pirellone fanno notare che vista l'enorme dotazione di aree standard non utilizzate da Mila no, la colata di cemento ci sarà.

Si potrà costruire sulle aree dove non è stato realizzato il verde previsto dai Prg II Comune: "Faremo housing sociale per le fasce deboli"

Regione, parchi a rischio cemento Sono ventinove i parchi in Lombardia che finora, in base alla legge, sono considerati aree protette e che adesso dagli ambientalisti sono considerati a rischio La Lombardia gode di ben 63 riserve naturali, soprattutto nella fascia pedemontana. L'ultima è stata istituita lunedì scorso in Val di Mollo, in provincia di Sondrio In Lombardia esistono attualmente anche 29 monumenti naturali e ben 81 parchi locali di interesse sovracomunale, istituiti dai rispettivi sindaci In Lombardia sono ben cinquecentomila gli ettari di territorio protetto. La riforma potrebbe mettere a rischio il futuro delle aree e aprire le porte alla speculazione edilizia A Milano si stimano 9.200.000 metri quadrati di aree standard con vincolo decaduto: zone finora non edificabili che il Prg destinava a verde o a servizi mai realizzati Un marchio per i prodotti delle cascine I PRODOTTI agricoli coltivati nel Parco Sud adesso hanno un loro marchio di riconoscimento. Il logo finirà su tutte le cascine e le aziende agricole che operano nel polmone verde alle porte di Milano. Non sarà una certificazione sulla qualità dei prodotti ma sulla loro provenienza. Obiettivo, la promozione di un'agricoltura so stenibile e consapevole. Almeno a sentire l'assessore provinciale e presidente del Parco Sud Bruna Brembilla, che insiste: un parco così vicino alla cintura urbana ha bisogno di un'attenzione e promozione costante anche in funzione dell'Expo 2015 che ha scelto l'alimentazione come tema centrale. 

 


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